In un settore finanziario in pieno mutamento tecnologico, la banca depositaria mondiale BNY (Bank of New York Mellon) raggiunge un punto di svolta decisivo.
L’istituzione bicentenaria ha annunciato venerdì tramite un comunicato stampa il lancio di una soluzione che permette la rappresentazione digitale, o “a specchio”, dei saldi di deposito sulla propria piattaforma di asset digitali. Questa iniziativa si inserisce in una strategia globale che mira a integrare la tecnologia blockchain all’interno delle infrastrutture di mercato tradizionali.
Un ponte fra finanza tradizionale e tecnologia blockchain
L’annuncio secondo il quale la banca depositaria globale BNY introduce depositi tokenizzati per la clientela istituzionale si basa su un’architettura ibrida. Concretamente, la banca crea delle registrazioni contabili digitali su una blockchain privata e protetta. Queste registrazioni rappresentano i crediti dei depositi a vista dei clienti, già esistenti presso l’istituto.
Per garantire massima sicurezza e rispondere agli obblighi di compliance, BNY mantiene un doppio registro: i saldi continuano ad essere documentati nei sistemi bancari tradizionali ma sono rispecchiati sulla blockchain.
Questo dispositivo permette di rispettare i quadri di gestione dei rischi e gli obblighi di reporting normativo, offrendo allo stesso tempo i vantaggi della tecnologia decentralizzata.
Perché la BNY introduce depositi tokenizzati per la clientela istituzionale?
Il passaggio a dei modelli operativi che funzionano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, impone alle istituzioni finanziarie una reattività maggiore. Distribuendo questo servizio, BNY cerca di rispondere a diverse grandi sfide del mercato attuale:
- L’ottimizzazione della liquidità: I depositi tokenizzati permettono una gestione più precisa delle garanzie e dei margini.
- La riduzione degli attriti operativi: L’automazione via blockchain diminuisce i tempi di regolamento, spesso lunghi nel sistema classico.
- La programmabilità dei pagamenti: Grazie a questa infrastruttura, i movimenti di fondi possono essere attivati in modo quasi instantaneo secondo condizioni predefinite.
Secondo Carolyn Weinberg, responsabile dei prodotti e dell’innovazione presso la BNY, questo passo avanti permette di “organizzare la circolazione di liquidità all’interno del sistema finanziario moderno”, offrendo così ai clienti la possibilità di operare con una rapidità inedita.
“I depositi tokenizzati ci offrono la possibilità di estendere i nostri depositi bancari tradizionali all’infrastruttura digitale, permettendo così ai nostri clienti di operare più rapidamente in materia di garanzie, margini e pagamenti, in un quadro concepito per la scalabilità, la resilienza e la conformità normativa” ha dichiarato nel comunicato della banca.
Vale la pena notare che la BNY, che detiene quasi 58.000 miliardi di dollari di asset in amministrazione, sperimenta i depositi tokenizzati dall’anno passato, come segnalato da Bloomberg, e ciò nel quadro della modernizzazione della sua infrastruttura di pagamento mondiale e per seguire lo sviluppo rapido della finanza blockchain.
Altre letture sull’argomento: La Tokenizzazione Blockchain: Definizione, Funzionamento e Applicazioni Concrete
Dei partner di primo piano per un’adozione a larga scala
Il successo di una tale infrastruttura dipende largamente dalla sua adozione da parte dell’ecosistema finanziario. Per questo lancio, BNY si è circondata di un ventaglio impressionante di partecipanti, unendo istituzioni finanziarie storiche e attori nativi digitali.
Fra i primi utilizzatori di questi servizi, ritroviamo dei nomi influenti come Citadel Securities, Intercontinental Exchange, Anchorage Digital, Circle, o ancora Ripple Prime.
La presenza di asset manager come Baillie Gifford e WisdomTree e di specialisti come DRW Holdings e Zero Hash, testimonia l’interesse crescente per le soluzioni di tesoreria basate sulla blockchain.
Connettendo gli asset digitali — come le stablecoin e i fondi monetari tokenizzati — ai depositi bancari tradizionali, la BNY intende creare un tessuto finanziario digitale interoperabile e resiliente.
L’emergere di un ecosistema finanziario programmabile
L’iniziativa di BNY segna un’ulteriore tappa verso la normalizzazione degli asset digitali nei portafogli delle grandi banche mondiali.
A lungo andare, l’evoluzione di questi strumenti potrebbe portare a un’automazione completa dei flussi di tesoreria istituzionali, dove la distinzione fra moneta legale e gettoni digitali svanirebbe in favore di un’infrastruttura unica.
Se la fase attuale si concentra sulle garanzie e i margini, l’espansione verso altri tipi di transazioni finanziarie sembra essere la prosecuzione logica di questa transizione verso una finanza globale più fluida e dematerializzata.
Fonte: BNY


