Secondo gli analisti della società di ricerca e intermediazione Bernstein, la decisione della Securities and Exchange Commission (SEC) di approvare i fondi negoziati in borsa (ETF) su Ethereum non è stata probabilmente una decisione dell'ultimo minuto dettata da pressioni politiche.
La teoria della motivazione politica messa in discussione
Una delle principali teorie alla base dell'improvviso cambio di tono della SEC nei confronti degli ETF di Ether in contanti, avvenuto a maggio, è stata l'aumento delle pressioni politiche da parte dei Democratici per corteggiare gli elettori indecisi in vista delle elezioni statunitensi di novembre. Tuttavia, questo scenario sembra meno credibile dopo che il presidente Joe Biden ha posto il veto alla legge che abrogava il SEC Accounting Bulletin 121 (SAB 121).
Una decisione pragmatica della SEC
Secondo gli analisti di Bernstein, “la SEC sapeva di avere le spalle al muro per quanto riguarda l'ETF ETH”, in quanto condivideva lo stesso quadro normativo degli ETF a pronti sul Bitcoin, compresa la stessa correlazione tra spot e futures e diversi prodotti futures sull'Ether in tempo reale al Chicago Mercantile Exchange, il che implicava lo status di commodity dell'Ether. “È probabile che la SEC abbia adottato un approccio più pragmatico, evitando un conflitto legale”, hanno aggiunto.
Implicazioni per il futuro
Sebbene la maggior parte degli analisti preveda che i flussi dell'ETF spot sull'Ether saranno molto inferiori a quelli del Bitcoin, “dovrebbe esserci una domanda repressa da parte degli stessi partecipanti dell'ETF sul Bitcoin”. La società si aspetta che l'Ether registri un movimento di prezzo positivo nel periodo precedente al lancio.


