Le notizie di venerdì hanno appena confermato una nuova aggressione al domicilio di un attore del settore degli asset digitali e della sua famiglia a Verneuil-sur-Seine (Yvelines), come riportato da Le Parisien, evidenziando una tendenza di fondo particolarmente preoccupante.
Dall’inizio dell’anno 2025, secondo i dati riportati da Grégory Raymond, cofondatore di The Big Whale, giornalista specializzato e autore del libro “Bitcoin & cryptomonnaies, l’enjeu du siècle” (Bitcoin e criptovalute, la sfida del secolo) tramite un post sul suo account ufficiale del social X, la Francia è teatro di una serie di episodi violenti che prendono di mira individui identificati per la loro attività nell’ecosistema Web3, concentrando così una quota sproporzionata dei reati con violenza fisica legata agli asset digitali su scala mondiale.
Delle statistiche allarmanti su violenze fisiche e criptovalute
Il bilancio stilato dagli osservatori del settore, secondo il giornalista Grégory Raymond, è inequivocabile: dal primo gennaio 2025, la Francia ha registrato non meno di 21 episodi criminali di questo tipo.
Questo dato è ancora più impressionante se confrontato a livello internazionale. Sulle 75 aggressioni fisiche segnalate nel mondo nello stesso periodo, dalla stampa specializzata e generalista, la Francia da sola rappresenta il 28% dei casi di violenze fisiche legate alle criptovalute.
Questi dati suggeriscono che i detentori di asset digitali residenti sul suolo francese sono diventati i bersagli privilegiati di organizzazioni criminali. Anche se non tutti gli incidenti vengono sistematicamente resi pubblici, la lista dei casi noti delinea un quadro di mancanza di sicurezza sempre più complesso.
La Francia e le violenze fisiche legate alle criptovalute: una cronologia dell’estremo
Il modus operandi di queste aggressioni è caratterizzato da una violenza estrema, che va dal sequestro alla mutilazione fisica. Il primo giorno del 2025 ha già dato il tono, con il rapimento del padre di un influencer nell’Ain. Qualche settimana più tardi, il cofondatore della startup unicorno francese Ledger, David Balland, insieme alla sua compagna, sono stati vittime di un rapimento segnato da atti di tortura a Vierzon.
Il fenomeno delle violenze fisiche legate alle criptovalute non sembra risparmiare alcun profilo:
- Gli imprenditori e dirigenti: Figure come Pierre Noizat (fondatore di Paymium) hanno visto i loro familiari presi di mira da tentativi di rapimento.
- I miner di Bitcoin e i trader: Diversi individui a Troyes, Nantes o Juvisy-sur-Orge sono stati sequestrati da uomini incappuciati che cercavano di ottenere l’accesso a portafogli digitali.
- Gli investitori privati: Intere famiglie, come di recente a Verneuil-sur-Seine nelle Yvelines, sono state legate e aggredite nelle loro abitazioni.
Queste aggressioni colpiscono l’intero territorio, dalla regione parigina (Suresnes, Rambouillet, Val-de-Marne) al resto della Francia (Manosque, La Rochelle, Chalon-sur-Saône), dimostrando un’ampia distribuzione geografica della minaccia.
Un attacco mirato contro professionisti e famiglie
L’analisi di questi 21 casi rivela che i criminali non si limitano più ad attaccare solo le personalità pubbliche del settore. Ingegneri, ex commercianti o semplici investitori vengono ormai pedinati e aggrediti. La pressione si estende anche alla cerchia familiare: genitori, coniugi e figli vengono usati come leva per costringere le vittime a trasferire i propri fondi in criptovalute.
Grégory Raymond sottolinea che questi attacchi non sono sempre improvvisati. Molti casi rivelano una preparazione meticolosa, con pedinamenti preliminari e interventi delle forze di polizia che hanno a volte permesso di sventare in anticipo piani di rapimento, ad esempio in Normandia o a Nantes.
Verso un rafforzamento delle misure di sicurezza personale?
La portata del fenomeno di violenze fisiche legate alle criptovalute suggerisce un’evoluzione necessaria dei comportamenti degli attori del settore. Anche se la sicurezza informatica (chiavi private, cold wallet) resta una priorità, la sicurezza fisica e la discrezione stanno diventando questioni vitali.
L’integrazione degli asset digitali nella vita finanziaria quotidiana sembra essere accompagnata da una trasformazione della criminalità, in cui le “rapine crypto” si spostano dal software all’abitazione.
Il moltiplicarsi di interventi delle forze di polizia in flagranza di reato mostra una presa di coscienza delle autorità, ma la ripetizione degli attacchi, come quello subito da un detentore di criptovalute a Chalon-sur-Saône per la quarta volta, sottolinea la perseveranza delle reti criminali di fronte ai potenziali guadagni elevati rappresentati dalle criptovalute.
Evoluzione dei sistemi di protezione e maggiore vigilanza
L’aumento della pressione criminale dovrebbe logicamente portare a una trasformazione dei servizi di sicurezza privata e della consulenza legale specializzata nel Web3.
Possiamo aspettarci che i professionisti del settore adottino delle misure di protezione più rigorose, che vanno dalla messa in sicurezza delle abitazioni all’anonimizzazione online.
Parallelamente, lo sviluppo di soluzioni di custodia degli asset (custody) con meccanismi di timelock dei trasferimenti potrebbe diventare una norma per limitare l’interesse delle aggressioni fisiche, rendendo impossibile l’accesso immediato ai fondi sotto costrizione.
Fonte: Le Parisien, @gregory_raymond


