Morgan Stanley presenta domanda di ETF su Bitcoin e Solana per ampliare l’offerta crypto

Con un’iniziativa che conferma l’interesse crescente della finanza tradizionale per gli asset digitali, la banca di investimento Morgan Stanley ha fatto un passo decisivo martedì, presentando presso la Securities and Exchange Commission (SEC) i moduli S-1 per il lancio di due importanti prodotti: un fondo negoziato in borsa (ETF) spot su Bitcoin nonché un trust basato sulla blockchain Solana.

Questa iniziativa segna una transizione strategica per la banca, che punta ora a sviluppare i propri veicoli di investimento piuttosto che limitarsi alla distribuzione di prodotti di terzi.

Una struttura pensata per l’esposizione diretta

Il fiore all’occhiello di questa nuova gamma, battezzata la Morgan Stanley Bitcoin Trust, è stato concepito come un ETF a pronti (“spot”). A differenza dei prodotti basati su contratti future, questo fondo ha l’obiettivo di detenere direttamente Bitcoin. Secondo il modulo S-1 presentato, lo scopo è seguire fedelmente l’andamento del prezzo del Bitcoin, al netto di commissioni e spese legate alla gestione del fondo.

La banca precisa che questo veicolo di investimento sarà gestito in modo passivo: non cercherà di speculare sulle fluttuazioni di mercato a breve termine. Il valore netto d’inventario (VNI) sarà calcolato quotidianamente sulla base di un benchmark derivato dalle principali piattaforme di trading spot.

Per garantire la liquidità e il funzionamento del fondo, le quote saranno create e rimborsate in grandi blocchi da partecipanti autorizzati, mentre gli investitori privati potranno accedere a questi titoli sul mercato secondario tramite i loro conti di intermediazione tradizionali.

Un contesto di mercato favorevole agli ETF crypto

Il deposito della domanda avviene in un ambiente particolarmente dinamico per i prodotti finanziari legati alle criptovalute negli Stati Uniti.

I dati di SoSoValue relativi all’ultima settimana indicano che gli ETF Bitcoin spot hanno avuto un’espansione rapida, accumulando ormai 123 miliardi di dollari di asset netti totali, pari a circa 6,57% della capitalizzazione totale del mercato del Bitcoin. Dall’inizio dell’anno, questi prodotti hanno attirrato più di 1,1 miliardo di dollari di afflussi netti, testimoniando una domanda elevata.

Parallelamente al Bitcoin, Morgan Stanley diversifica il proprio approccio con il Morgan Stanley Solana Trust, per il quale è stato presentato un secondo modulo S-1. Questa scelta si inserisce in una tendenza in cui i fondi legati a Solana guadagnano in traction: i dati mostrano che questa categoria di prodotti ha superato il miliardo di dollari di asset netti totali, sostenuto da flussi d’entrata significativi pari a circa 800 milioni di dollari.

Verso un’integrazione verticale della gestione patrimoniale

Al di là dell’aspetto puramente tecnico, le domande depositate rivelano un’evoluzione del modello di business di Morgan Stanley nel settore degli asset digitali. Finora, la banca si posizionava principalmente come un distributore che offriva l’accesso a dei prodotti crypto gestiti da altre società. Creando i propri fondi interni, l’istituzione compie un cambiamento strategico orientandosi verso l’emissione di prodotti.

Questa decisione sembra essere motivata dalla solidità del settore degli ETF. L’esempio di BlackRock è, a questo proposito, emblematico: i suoi ETF spot su Bitcoin sono diventati una fonte di entrate fondamentale per la società, generando commissioni rilevanti grazie a ingenti allocazioni, secondo le dichiarazioni di Cristiano Castro, responsabile dello sviluppo commerciale di BlackRock Brasile.

Morgan Stanley dispone di un vantaggio competitivo distintivo: una divisione per la gestione patrimoniale colossale, che conta migiaia di consulenti.

Integrando verticalmente i propri ETF nei portafogli dei clienti — ai quali l’accesso alle criptovalute è stato aperto lo scorso ottobre, come riportato da CNBC, la banca può trattenere internamente le commissioni di gestione, massimizzando così la redditività dei propri servizi in questo segmento in piena crescita.

Verso un’internalizzazione dei prodotti di investimento?

L’entrata di Morgan Stanley nell’arena degli emittenti di ETF su Bitcoin e Solana potrebbe ridefinire la concorrenza fra i colossi di Wall Street.

Se la SEC approverà queste richieste, la banca potrà capitalizzare direttamente sull’infrastruttura che ha costruito, senza dipendere da gestori terzi.

Nel lungo termine, questa strategia di internalizzazione potrebbe spingere altre grandi istituzioni finanziarie, dotate di ampie reti di consulenti, a seguire lo stesso percorso, consolidando così ulteriormente l’interconnessione tra la gestione patrimoniale tradizionale e l’ecosistema degli asset digitali.

Fonte principale: la Securities and Exchange Commission (SEC)

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