Mentre l’adozione delle criptovalute prosegue la sua crescita mondiale, Seul tenta di mettere ordine nel proprio ecosistema finanziario. Secondo i media locali, la tanto attesa proposta di legge sugli asset digitali del governo sudcoreano dovrebbe essere rivelata entro la fine dell’anno. Tuttavia, lungi dall’essere una semplice formalità amministrativa, questo testo è oggetto di intensi dibattiti dietro le quinte.
Al centro della discordia: il potenziale controllo assoluto delle banche sull’emissione di stablecoin e la sorte riservata ai colossi stranieri come Tether (USDT) e Circle (USDC). Il gruppo di lavoro sugli asset digitali del Partito Democratico ha recentemente consultato degli esperti del settore privato, e il risultato è chiaro: il consenso è ancora lontano dall’essere raggiunto.
Il modello del “Consorzio Bancario”: un freno all’innovazione?
Il punto di attrito principale oppone la Banca di Corea (BOK) agli esperti dell’industria e del mondo accademico. La BOK difende una linea conservatrice: desidera infatti che l’emissione di stablecoin denominate in won sia principalmente gestita dalle banche.
Concretamente, la proposta principale suggerisce che l’autorizzazione a emettere questi asset sia riservata a consorzi in cui le banche detengono almeno il 51% del capitale. Anche se questa misura mira a garantire la stabilità finanziaria, è percepita da molti come un ostacolo importante alla concorrenza.
Nel corso di una riunione consultiva tenutasi il 23 del mese, diversi esperti hanno lanciato l’allarme. Ando Geol, segretario del gruppo di lavoro, ha riportato le preoccupazioni generali durante una conferenza stampa:
“Molti esperti hanno espresso preoccupazioni rispetto al modello del consorzio bancario al 51% proposto dalla Banca di Corea. È difficile aspettarsi effetti di rete e innovazione dalle stablecoin con questo tipo di governance.”
Per gli attori del mercato, confinare l’emissione di stablecoin all’interno delle strutture bancarie tradizionali significherebbe soffocare sul nascere l’agilità necessaria allo sviluppo della finanza decentralizzata (DeFi).
USDT e USDC: verso un obbligo di presenza sul territorio
L’altra parte importante della proposta di legge riguarda le stablecoin “emesse all’estero”, che dominano attualmente il mercato globale, ossia l’USDT (Tether) e l’USDC (Circle).
Il governo sudcoreano valuta di allineare la propria regolamentazione agli standard internazionali imponendo una regola rigorosa: per essere distribuite in Corea, le stablecoin emesse all’estero dovranno essere gestite tramite una succursale locale.
Ciò significa che, affinché l’USDC possa circolare ufficialmente, l’azienda Circle dovrebbe creare una filiale sul territorio coreano. Questo approccio è ispirato alle giurisdizioni vicine:
- Hong Kong: richiede la creazione di un’entità locale e l’ottenimento di un’autorizzazione per la distribuzione ufficiale, anche se il trading sulle piattaforme di scambio resta consentito.
- Giappone: limita l’emissione e la distribuzione a banche e società fiduciarie, obbligando gli operatori esteri a instaurare partnership locali.
Anche se il consenso generale tende verso questa “coerenza regolamentare globale”, sussistono alcune zone d’ombra.
Come trattare le piattaforme di scambio come Upbit o Bithumb? Dovranno rimuovere dalla quotazione le stablecoin estere se non viene aperta alcuna succursale? Senza presenza sul territorio, servizi essenziali come il rimborso diretto potrebbero diventare impossibili, complicando l’esperienza utente.
Un calendario legislativo serrato per gennaio
La presentazione della proposta di legge ha subito un ritardo, principalmente a causa di queste persistenti divergenze con la Banca di Corea. Il Partito Democratico, che spinge per un’accelerazione del processo, ha chiesto alla Commissione per i servizi finanziari di ultimare il piano d’azione rapidamente.
Il deputato Ahn ha illustrato l’agenda politica: “Mi aspetto che la proposta di legge del governo sia pubblicata entro la fine dell’anno o all’inizio dell’anno prossimo. Su questa base, il Partito Democratico esaminerà i punti chiave a gennaio e accelererà il processo legislativo.”
Le prossime settimane saranno dunque decisive. La Corea del Sud dovrà trovare un delicato equilibrio tra la tutela della propria sovranità monetaria attraverso le banche e la necessità di non isolarsi dal mercato crypto globale.
Fonte: News 1 Korea


